I resti del trappeto

Il trappeto di dimensioni maggiori risulta interamente scavato nella rupe gessosa.

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Descrizione

Complesso monumentale

A Monte pe’ la Terra – come era chiamato Gessopalena dai suoi abitanti - prima della Seconda Guerra Mondiale erano operanti ancora due frantoi (chiamati trappeti) per la molitura delle olive. Il trappeto più grande è scavato nella rupe gessosa e di esso possiamo vedere l’altare su cui girava la macina di calcare per frangere le olive, azionata da asini e
muli, e la nicchia in cui si collocava l’operaio addetto al controllo degli animali. Sono visibili anche gli alloggiamenti del grande torchio a trabocco, che era costituito da una grossa trave di rovere collegata, tramite una vite lignea, ad un enorme masso. È lo stesso sistema di torchio per olive descritto, nel secolo I d.C., dall’agronomo Lucio Giunio Moderato Columella, autore del “De re rustica”. Nel pavimento si trova la profonda fossa (chiamata giancamillo) in cui si raccoglievano e si separavano l’olio e l’acqua di vegetazione.

Modalità di accesso

Il borgo conserva la conformazione medievale tipica, con pavimentazioni irregolari e limitazioni strutturali che non garantiscono la piena accessibilità a persone con mobilità ridotta.

Indirizzo

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